fine pena mai.

 

Regia, riprese e montaggio a cura di Andrea Cagno

 

Leggi la trascrizione della testimonianza di Salvatore o guarda il video su youtube:

[…] Questo lavoro per me, oggi come oggi, rappresenta tutto. Tutto, perché pensando al mio passato da ragazzo… se avessi avuto questo lavoro non avrei fatto i danni che ho fatto. Sono entrato in carcere che avevo 23 anni, ho scontato 41 anni e mezzo di pena effettiva. Adesso sono semilibero dal 2010 e ho provato tre volte a chiedere la grazia a Ciampi, Scalfaro e Napolitano, ma mi è stata rifiutata. Ho provato a chiedere quattro volte la condizionale e mi è stata rifiutata. Non ho reati associativi di mafia, non ho fatto “femminicidi” come si dice oggi. Ho dei reati comuni, se così si può dire. Ero un delinquente comune. Mentre parlo torno indietro con la mente al passato e so di aver fatto cose che non dovevo fare, ma ormai ci sono dentro, ci sono dentro fino al collo. A 65 anni non si può tornare indietro.

Salvatore, operatore della Cooperativa Sociale Onlus Il Ponte di Albiate.
Ogni giorno lavora per tenere puliti 11 parchi e la sera rientra in carcere.

 

Ti spiego brevemente come passo le mie giornate: mi sveglio alle 5:15 e mi fumo già una prima sigaretta, bello tranquillo, seduto sulla mia brandina… che ci vuole per iniziare una giornata tranquilla. Alle 6:30 esco dal carcere, mi reco sul posto di lavoro, mi faccio il mio solito giretto e vado ad aprire tutti i parchi: sono 11 parchi che abbiamo. Questo è il mio lavoro, tenerli il più puliti possibile, e penso che la gente sia contenta quando mi vede. Vedo che la gente è molto contenta quando mi incontra mentre pulisco, e questo mi fa sentire bene. Cittadini normali che nemmeno conoscevo, adesso appena mi vedono sono i primi a dirmi “Buongiorno, buon lavoro”: vuol dire che sono contenti di me, che faccio il lavoro come si deve, che so lavorare. È un lavoro all’aria aperta, sempre: non è che se piove dici “oggi lascio il cestino pieno”, non esiste. Però se trovo un cestino con solo qualche piccolezza — una bottiglia di plastica, un fazzolettino — non vedo perché dovrei cambiare il sacchetto: quello sarebbe fregarsene, della ditta per cui lavori, dell’azienda, che è Il Ponte di Albiate, una cooperativa sociale onlus. Non è che voglio risparmiare su un sacchetto, ma su tutti i parchi che svuoto riesco a risparmiare anche 10, 15 o 20 sacchetti al giorno: a fine anno è una bella somma, quindi preferisco lavorare bene. Ho un contratto a tempo indeterminato ormai da tanti anni, mi danno lavoro, mi danno lo stipendio giusto, mi hanno aiutato e mi aiutano per quello che possono. Posso dire sinceramente che sono la mia famiglia. Finito di chiudere i parchi vado a casa, ceno con la mia compagna e poi alle 22:30 rientro in carcere e dormo… cerco di dormire un po’ più sereno, più tranquillo, sapendo che il giorno dopo sarà sempre la stessa cosa. Però sono contento, perché almeno prima di rientrare in carcere magari mi trovo in fila con la macchina insieme ad altre persone, e sono contento di essere lì, in mezzo a quella gente.

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