le cose semplici
Regia, riprese e montaggio a cura di Andrea Cagno
“Il mio percorso in lavanderia è stato fondamentale, un’esperienza che mi ha permesso di imparare un mestiere nuovo che, con il tempo, ho iniziato ad amare profondamente. Sono rimasto lì per tre anni e mezzo, ma per arrivarci ho dovuto insistere a lungo: non so nemmeno io quante "domandine" e quanti colloqui ho fatto prima che decidessero di prendermi. Dal 31 maggio il mio contratto è scaduto e ora sono fermo; non è affatto facile gestire le giornate, perché anche se vai un’ora in palestra o all'aria, il resto del tempo non passa mai.
In lavanderia eravamo diventati una vera squadra, proprio come un gruppo di giocatori che si passano la palla durante una partita. Se vedevo un collega in difficoltà, non esitavo a lasciare quello che stavo facendo per dargli una mano; l’importante era arrivare alla fine della giornata avendo concluso tutto il lavoro, e averlo fatto bene. Sentivo forte la responsabilità verso chi sta fuori: le persone pagano per avere un servizio e noi abbiamo il dovere di garantirlo con serietà, perché non si tratta di un omaggio.
Questa opportunità mi ha dato una dignità enorme, soprattutto nei confronti della mia famiglia. Devo ringraziare molto i responsabili, Beppe e Marco, persone di cuore che mi hanno permesso di sostenere i miei cari in un momento difficilissimo. Ho una figlia ammalata di leucemia linfoblastica acuta e poter mandare ogni mese dei soldi a lei e a mia moglie è stata per me la cosa più importante di tutte.
So che esiste una regola che limita i contratti a 40 mesi per dare a più persone la possibilità di lavorare, ed è giusto così perché nessuno di noi è fatto per restare chiuso in una cella. Credo fermamente che persino un animale, se tenuto rinchiuso per dodici o tredici anni, finirebbe per diventare cattivo. Il lavoro è l'unico modo per far sì che un uomo, una volta scontata la pena, non esca dal carcere arrabbiato con il mondo, ma arricchito da qualcosa di bello nonostante l'esperienza negativa vissuta.
Stare qui dentro ti cambia la prospettiva e ti fa capire il valore di ciò che fuori consideravi scontato. Ti mancano le cose più semplici, quelle che facevano parte della quotidianità e a cui non davi peso, come il sorriso di mio figlio o persino il fatto di sgridarlo perché buttava il detersivo a terra. Solo quando queste piccole cose ti vengono tolte ti accorgi realmente di quanto valore avessero.”